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> home > sala stampa > Eco di Bergamo 24 Ago 2010 - Pag. 9

24/08/2010

Viscardi (Piccola Industria)
«Le aziende valorizzino il loro capitale umano»


Pubblicato da "L'Eco di Bergamo" del 24 Agosto 2010 - Pag.9 

Il vero bene di un'impresa è il patrimonio di conoscenze da tutelare. L'importanza dell'autovalutazione del rating aziendale per le PMI

Gli imprenditori, specie delle piccole e medie imprese, non sempre sanno valorizzare il loro «knowhow», cioè il patrimonio di conoscene e competenze tecniche da loro acquisito.
Qualche volta neppure si rendono conto del tutto che il destino della loro azienda dipende proprio da queste conoscenze, da quello che viene definito il «patrimonio intangibile» di un'impresa.
Eppure, può bastare che il «capitale umano» di un'azienda trasmigri in un'altra per determinare pesanti scossoni. «Vorrei che gli imprenditori dessero la giusta importanza, al "knowhow", agli asset intangibili della loro azienda», spiega Gianluigi Viscardi, presidente della Piccola Industria di Confindustria Bergamo, vicepresidente di Confindustria Bergamo con la delega ai servizi alle imprese e al marketing associativo, e vicepresidente della Piccola industria lombarda con la delega all'innovazione e alla rete d'impresa. Come patron della Cosberg di Terno d'Isola, che si occupa di automazione, è anche, da 15 anni, presidente dell'Aida, l'Associazione italiana assemblaggio. E aggiunge: «Il valore vero di un'azienda è il capitale umano, quello che può determinare il grado di innovazione e di competitività della stessa azienda». Ma è un valore che - oltre ad essere difficilmente monetizzabile - può essere molto precario,nel senso che questo patrimonio di competenze può di punto in bianco venire meno mettendo in serie difficoltà l'azienda. «Come Confindustria Bergamo - spiega Viscardi - stiamo lavorando perché le conoscenze tecniche e professionali acquisite dal singolo lavoratore restino comunque in azienda e costituiscano un patrimonio protetto svincolato dalla permanenza o meno del lavoratore in azienda».

È infatti sempre più importante il valore proveniente dagli elementi aziendali intangibili come il capitale umano, l'innovazione, le reti di vendita, il saper fare delle risorse umane, l'organizzazione e la logistica. «Proprio quest'anno Confindustria Bergamo ha avviato un progetto innovativo rispetto ai tradizionali sistemi basati esclusivamente sui fattori materiali, indirizzato soprattutto alle Piccole e medie imprese,in grado di produrre un "rating" aziendale, che contempla anche la valorizzazione dei fattori intangibili dell'impresa da condividere con i principali istituti di credito del territorio».
Il Comitato Piccola Industria, a questo proposito, ha promosso una serie di piani di consulenza mirata e ha predisposto l'organizzazione di un mini master di approfondimento.
Viscardi attribuisce una grande importanza al rating aziendale: le aziende devono infatti imparare ad autovalutarsi, e questo deve accadere prima che le stesse imprese siano sottoposte al vaglio e alla valutazione, ad esempio, delle banche. «Per questo abbiamo potenziato l'offerta di strumenti utili alla gestione della crisi e per la diffusione della cultura finanziaria in azienda». Nell'ambito formativo è stato organizzato un mini-Master finanziario, in cofinanziamento con la Camera di commercio di Bergamo.
Ed è stato anche aggiornato il software «Cruscotto Aziendale» per l'inclusione di un modello di autovalutazione del rating aziendale.
In questo contesto si inserisce l'iniziativa della Porsche Akademie: per facilitare, infatti, il trasferimento delle competenze, Confindustria Bergamo e Porsche Consulting nel 2009 hanno realizzato un progetto, rivolto soprattutto alle Pmi, che ha portato all'insediamento nella sede di Kilometro Rosso a Stezzano della prima Porsche Akademie fuori dalla Germania.
Un laboratorio dove le aziende possono sperimentare velocemente l'efficacia delle metodologie di «Ieanproduction» (produzione snella, vale a dire la riduzione al minimo degli sprechi) attraverso opportune simulazioni che consentono di misurare fin da subito i vantaggi della riorganizzazione del processo produttivo.
Tutto ciò con l'obiettivo di trasferire in azienda le metodologie acquisite per individuare le attività a maggior valore aggiunto, accrescendo produttività; flessibilità, qualità e riducendo scorte, scarti, spazi e tempi di consegna.
A proposito di innovazione e aggregazione, Viscardi cita il Consorzio Intellimech per la meccatronica: «Un'esperienza moderna di aggregazione strutturata di imprese - spiega - che consente di utilizzare conoscenze e tecnologie anche esterne al sistema aziendale per supportare processi di innovazione in un contesto "aperto" alla contaminazione virtuosa tra imprese di differenti settori».
Proprio quest'anno, nella sede del Kilometro Rosso, è stato inaugurato un nuovo laboratorio che va nella direzione della costituzione di un moderno Polo della meccatronica. L'iniziativa, partecipata da Servitec, Confindustria a Bergamo, Kilometro Rosso e sostenuta dalla Camera di Commercio di Bergamo, produce, tra le altre cose, una aggregazione strutturata, un nuovo approccio culturale, l'avvicinamento dell'industria all'Università, la ricerca industriale affrontata con metodologia scientifica, ulteriore credibilità tecnologica delle imprese.

Va anche aggiunto che recentemente Intellimech ha ottenuto un significativo riconoscimento a Roma al Premio imprese per l'innovazione organizzato da Confindustria in collaborazione con l'Associazione Premio Qualità Italia. Tra le trentuno imprese «migliori in tema di competitività, sviluppo del Paese, valorizzazione e diffusione della cultura dell'innovazione» tre aderiscono a Intellimech: il Centro ricerche della Fiat e le bergamasche Cosberg di Terno d'Isola, Persico di Nembro, a cui va aggiunta la Smi di San Giovanni Bianco (che però non fa parte di Intellimech).
















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