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Tra le storie raccontate da “Genio e Impresa” c’è anche la nostra

Tra le storie raccontate da “Genio e Impresa” c’è anche la nostra

Valorizzare il territorio lombardo “Fabbrica di innovazione” e le storie delle sue eccellenze imprenditoriali nate dall’incontro tra il genio creativo e il coraggio di fare impresa. Questi gli obiettivi di “Genio e Impresa”, il progetto che Assolombarda, in collaborazione con Regione Lombardia e il Consiglio regionale della Lombardia, dedica a Leonardo da Vinci, che proprio a Milano ha lasciato gli esiti più alti della sua ricerca.

Proprio traendo ispirazione dall’interazione tra due uomini straordinari come Leonardo da Vinci e Ludovico Sforza, Assolombarda è andata alla ricerca di binomi “contemporanei” che abbiano dato origine a un’innovazione creatrice di valore e sviluppo.

Tra le storie più significative individuate, animate dalle diadi di genio e impresa, c’è anche quella di Cosberg.

Nella diade che anima la storia di Cosberg, il rapporto tra i personaggi in gioco rompe con gli schemi della tradizione. Il mecenate non è il vecchio saggio che “vede oltre”, ma un giovane lungimirante, Michele Viscardi (il figlio). Il genio, al contrario, non è il talento emergente che ha fame di creare, ma il “meno giovane” Gianluigi Viscardi (il padre). E non è un caso. Perché Gianluigi da sempre fa impresa progettando impianti per l’assemblaggio: le sue sono soluzioni uniche - create ad hoc per il cliente - non solo perché lo chiede il mercato, ma anche perché estremamente innovative, in buona parte brevettate.

Michele, invece, da quando è entrato in Cosberg ha dato un forte contributo grazie alla capacità di vedere le cose da un’altra prospettiva, riuscendo così a valorizzare le soluzioni geniali del padre per espandere il business o per crearne di nuovo. È su queste basi che si fonda il lavoro congiunto tra i due. Ma, nello specifico, l’idea geniale non riguarda soluzioni tecniche, legate cioè in senso stretto alla meccanica o alla meccatronica, ma tocca un aspetto diverso: un modo più efficace di gestire un’azienda come Cosberg, dove ogni ordine del cliente diventa lo scenario per generare nuove idee, nuovi progetti e quindi Know-How.

È qui che Gianluigi, cogliendone l’essenza, capisce la necessità di trovare un sistema per gestire e codificare in modo strutturato tale conoscenza. La soluzione diventa fin da subito un tratto essenziale e distintivo di Cosberg. Michele sostiene la visione del padre e ne intuisce le ulteriori potenzialità: il sistema non solo dà valore all’azienda, ma costituisce un pilastro imprescindibile per il passaggio generazionale, inteso non solo come  passaggio da padre a figlio, ma esteso a tutto il team aziendale al naturale turnover che caratterizza ogni impresa. Ma il mecenate/imprenditore va oltre: intuisce che si tratta di un’innovazione di processo, che può avere delle evoluzioni, diventando anche oggetto di nuove forme di business. 

L’innovazione introdotta incide in modo radicale sul processo principe dell’azienda: la gestione della conoscenza, dalla sua codifica, classificazione, alla sua generazione, a formare una sorta di “circolo virtuoso”.  Il progetto ha un nome, che i due, imprenditore e genio, hanno trovato insieme: “Conoscenza Globale”.

Il concetto alla base è semplice quanto… geniale: un foglio di carta, bianco, può valere “uno”. Un foglio con qualche “scarabocchio” vale dieci volte tanto. Ma lo stesso foglio con descrizioni chiare, accompagnate magari da foto e ragionamenti, vale cento volte tanto.

Se tale foglio fosse anche codificato, per poterlo recuperare da un archivio in modo immediato, potrebbe valere mille. Del resto, usando un parallelismo e le dovute proporzioni, non stiamo forse parlando dei “codici di Leonardo da Vinci”? Pergamene con schizzi e descrizioni che rappresentano meccanismi, architetture e le macchine automatiche. I progetti sono l’oggetto del business di Cosberg, la “Conoscenza Globale” li integra incrementandone il valore aggiunto, tramite la loro classificazione (metodo o ontologia, come dicono gli accademici) e un contenitore adeguato (strumenti, principalmente software). Quindi la codifica di tutto il Know-How aziendale, dando un nome e un cognome ad ogni soluzione tecnica, secondo un vocabolario condiviso. Così ogni impianto può essere classificato per settore, tipo, tecnologie installate. E così risulta più efficiente la ricerca delle soluzioni passate, lo storico che non è utile solo per dire quanto siamo stati in grado di fare, ma che serve, ancor più, come leva per generare nuove soluzioni.

Ma questa operazione da sola non basta. Bisogna integrare appunto la struttura della classificazione con strumenti digitali in grado di moltiplicare il valore della Conoscenza, perché ne favoriscono la reperibilità immediata, la gestione in ogni sua forma, l’aggiornamento e la tracciabilità, in sostanza la condivisione. Una sorta di “Wiki aziendale”.

 

L’impatto è stato notevole: i processi di preventivazione e di progettazione, i primi per loro stessa natura ad essere direttamente coinvolti, hanno visto incrementare l’efficienza anche del 30%. Sono state liberate risorse, in questo modo, da indirizzare verso attività più creative. L’innovazione, per quella che è la globalità intrinseca della Conoscenza, ha toccato anche altri processi, dal marketing alla produzione, seguendo esattamente la stessa logica di classificazione e gestione.

 

Questo progetto, in concreto, ha incrementato l’efficacia delle soluzioni proposte, congiuntamente alla celerità nel proporle, considerando che l’azienda offre impianti personalizzati, quindi nulla di apparentemente catalogabile a priori.

Ciò ha inciso sul fatturato, perché da quando entrato a regime, la “Conoscenza Globale” ha garantito un salto di produttività, di cui ha beneficiato anche tutta la catena dell’indotto.

Per questo spirito innovativo, e nello specifico per questo progetto, l’azienda ha ricevuto premi nazionali e internazionali: citiamo i prestigiosi premi IxI “Imprese per l’Innovazione” e il “Premio dei Premi” del 2012. Mentre nel 2015 “Improve award”, di cui vale la pena citare le parole di Eva Diedrichs, direttore appunto di “Imp3rove”, accademia europea della gestione dell’innovazione: “fra le duemila richieste giunte da ogni parte del mondo, abbiamo selezionato 100 candidati. Il premio è andato a realtà che hanno dimostrato una crescita sostenibile basata sulla gestione sistematica dell’innovazione: le aziende vincitrici spiccano per il carattere distintivo e per le performance ottenute attraverso le pratiche di gestione delle nuove soluzioni tecnologiche”. E su Cosberg ha aggiunto: «è un modello di azienda a “conoscenza intensiva” attorno a cui gravita una notevole mole di informazioni e soluzioni tecnico-gestionali di grande rilevanza».

Il progetto della “Conoscenza Globale” gode di una grande trasversalità, non solo all’interno dell’azienda, ma anche fuori. Perché prima di tutto è una filosofia nel modo di gestire un’azienda. E questa filosofia è stata oggetto di disseminazione e confronto, in molteplici direzioni, su tutto il territorio nazionale, a partire dal territorio bergamasco e poi milanese. 

Bergamo perché vi nasce l’azienda, centro produttivo di primo piano. Milano per almeno tre ragioni rilevanti: è sede di importanti realtà associative e accademiche, legate anche e non solo al mondo dell’innovazione; è gioco forza luogo privilegiato in cui organizzare eventi – forum, workshop, fiere – che trattino temi d’avanguardia, fino ad arrivare a Industria 4.0; ed infine perché la coppia, il genio e l’imprenditore/manager, sensibili alla necessità di un contributo diretto all’ecosistema industriale territoriale, ricoprono ruoli istituzionali che proprio nel capoluogo lombardo vedono il loro centro nevralgico.

Il genio Gianluigi Viscardi, solo per citare alcune cariche, è stato presidente della piccola industria di Confindustria Lombardia, e attualmente presedente del DIH lombardo, senza dimenticare la presidenza del Cluster Fabbrica Intelligente fino a marzo 2019.

Michele Viscardi è invece presidente dell’associazione di settore, AIdAM (Associazione Italiana dell’Automazione e Meccatronica), la cui sede è proprio alle porte del capoluogo lombardo.

Ma al di là dei titoli, da anni i due si prodigano nel diffondere i concetti della Conoscenza Globale con un preciso scopo, andando oltre l’interesse prettamente aziendale: far capire quale sia il valore delle aziende, perché queste possano strutturarsi per affrontare in modo più efficiente la competitività del mercato.

E questo messaggio, diffuso come fosse un mantra, è indirizzato particolarmente alle Piccole e Medie Imprese, che soffrono di deficit organizzativo, ma che posseggono creatività da vendere. È su questi temi che sono nati dibattiti e modelli, best practice, stimoli reciproci. Se da un lato Milano ha costituito il giusto palcoscenico per promuovere l’idea, dall’altro ha dato la possibilità di aprire confronti che hanno ulteriormente arricchito il bagaglio di esperienze, sempre nell’ottica di alimentare “il circolo virtuoso della Conoscenza”.